mercoledì 30 gennaio 2008

Grazie di cuore


L’assessorato ai servizi sociali della Comunità Montana Valle Sessera ha diffuso in questi giorni un comunicato in cui ringrazia “di cuore” tutti coloro che hanno partecipato e fatto un’offerta in occasione del Concerto di Natale. Sul comunicato si spiega che “le offerte ricavate dal concerto organizzato a scopo benefico tenuto in data 23 dicembre 2007 presso il salone polivalente di Pray destinate alle famiglie ed anziani indigenti seguiti dai Servizi Socio Assistenziali ammontano a 593,50 euro”. Dunque, poco meno di 600 euro che vanno a favore di persone bisognose seguite dai servizi della Comunità Montana. Ne siamo felici.

Per completezza di informazione, sarebbe però utile anche andare a vedere la determinazione 83 del 24 ottobre 2007 avente per oggetto “organizzazione del concerto di Natale, impegno di spesa”. In questa determinazione si stabilisce, per il concerto, “di impegnare la spesa complessiva di euro 4160,00 sui fondi dell’intervento 102040300 del bilancio corrente”. Quindi la Comunità Montana, a fronte di un incasso di meno di 600 euro per dare un contributo a un proprio servizio, ha organizzato un evento “benefico” dal costo di 4160 euro. Un costo, è doveroso sottolinearlo, che grava sul bilancio dell’ente, cioè è stato pagato con le tasse dei cittadini.

Sempre per completezza di informazione, va poi ricordato che il salone polivalente è stato concesso gratuitamente dal Comune di Pray. Vale a dire che Pray si è fatto carico di tutte le spese di riscaldamento, illuminazione e pulizia che invece normalmente sono a carico di chi affitta il teatro. Secondo il regolamento varato dal Comune, per una serata del genere (in inverno) il costo è di 300 euro: 100 per l’affitto, 100 per il riscaldamento, 100 per le pulizie. Spese affrontate da Pray (quindi parliamo sempre di soldi pubblici).

Infine, è utile ricordare che i servizi socio assistenziali non sono un’associazione di volontariato che tira avanti grazie a mercatini, cene e offerte dei benefattori: si tratta invece di un servizio che fa capo alle Comunità Montane della Valsessera e della Valsesia, finanziato dai Comuni con una quota di 25 euro all’anno per ogni residente (quindi i Comuni della Valsessera versano circa 250.000 euro ogni anno).

Riassumendo: abbiamo 4160 euro usati dalla Comunità Montana per pagare il concerto, più altri 300 euro di cui si è fatto carico Pray, per un costo totale di 4460 euro. Tutti soldi dei cittadini. I quali cittadini erano pure invitati a fare un’offerta a favore di un servizio già pagato dai Comuni attraverso le loro tasse. Tutto ciò a fronte di un incasso di 593,50 euro che sarà utilizzato “per gli indigenti”.

Ogni commento appare superfluo. Sottolineiamo solo che, se l’assistenza sociale aveva bisogno di soldi per gli indigenti, una semplice variazione al bilancio, senza passare dal concerto, avrebbe messo a disposizione una cifra otto volte superiore. E magari i cittadini avrebbero avuto piacere di fare un’offerta a favore di un’associazione di volontariato, anziché per un servizio già pagato da loro. Grazie di cuore, comunque.


P.S. Dopo questo brillante risultato, restiamo in attesa di sapere se la Comunità Montana organizzerà qualche altra iniziativa benefica per recuperare i soldi andati in fumo grazie a questa.

venerdì 18 gennaio 2008

Perché Valsessera Viva?


Perché “Valsessera Viva”?

Perché siamo convinti che ci meritiamo di più. Siamo un gruppo di cittadini di varie opinioni politiche: studenti, lavoratori e pensionati, ognuno con la propria storia e le proprie esperienze. Cittadini che si sono messi insieme uniti da una reciproca fiducia personale, ma soprattutto dal fatto che vengono condivise due cose: una forte preoccupazione sul futuro della Valsessera e la volontà di impegnarsi per i propri paesi.

In Valsessera ci sono tante cose buone: c’è molto volontariato, associazioni attive, qualche progetto innovativo, un territorio che offre molto. La Valsessera non è affatto condannata a diventare un’area depressa. Piuttosto, sono le amministrazioni pubbliche ad avere la pressione un po’ bassa. Il problema è che oggi in Valsessera i principali “pilastri” sui quali può costruire il futuro di un territorio si stanno sfaldando. Oggi le amministrazioni si occupano soprattutto delle emergenze, dei problemi più immediati. E trascurano le politiche capaci di domani.

Basta fare un giro per la valle, basta leggere i giornali per avere il polso della situazione. Gli enti pubblici della valle non riescono, se non in minima parte, a trovare intese significative sui servizi e i progetti che interessano tutto il territorio. Nel frattempo, il confronto tra partiti politici tradizionali non è più capace di dare un contributo di idee. Ma in compenso riesce benissimo a compromettere ancora di più l’unità della valle. Su argomenti legati al lavoro, all’economia, al commercio, all’agricoltura, alla cooperazione, le amministrazioni hanno poi quasi tutte alzato bandiera bianca, lasciando che la baracca vada per conto suo e rammaricandosi di tanto in tanto che i bei tempi sono lontani.

E che dire delle politiche sociali? Tornate all’anno zero del puro e semplice assistenzialismo. Qui l’unica strategia portata avanti con grande accanimento è la gestione del problema quotidiano. Ci sono pochi soldi, dicono. In, compenso, le risorse del territorio (acqua, paesaggio, boschi, montagne) sono diventate l’affare più ghiotto: fuori dalla Valsessera, però. Il caso delle centraline è l’esempio più spettacolare, ma anche l’eccellente progetto di 250.000 euro per il turismo merita almeno una citazione nella classifica dei grandi investimenti che hanno reso felice qualcun altro.

Poi ci si lamenta che il cittadino è distante dalla pubblica amministrazione: per forza. E per alcune amministrazioni questa distanza è certamente una grande fortuna.

Ebbene, noi di “Valsessera Viva” vogliamo soprattutto colmare questa distanza. Riportare, dove è possibile, il cittadino vicino al suo Comune e alla sua Comunità Montana. E viceversa, costringere gli enti a confrontarsi un po’ di più con la gente e con il territorio. Confrontarsi sui problemi di oggi ma soprattutto su quelli di domani. Lavorando insieme. Qualche idea da portare avanti ce la siamo fatta, il resto verrà da sé.

Il dibattito elettrico


Il progetto di tre mini-centrali idroelettriche che si vogliono costruire in Valsessera è l’argomento che in queste settimane tiene banco tra amministratori, ex amministratori, sindaci, consiglieri. Su questo argomento anche noi di Valsessera Viva ci stiamo preparando a dire la nostra. E anche a fare qualcosa. Per il momento, siete voi amici del blog a poter dire la vostra. Abbiamo attivato un semplice sondaggio per conoscere le opinioni dei cittadini su questo progetto.
Nella colonna a destra potete dare il vostro “voto” al progetto. Meglio ancora se ci lasciate qualche commento.

sabato 5 gennaio 2008

Come tu mi vuoi


Come sono i rapporti tra i cittadini della Valsessera e gli uffici del proprio Comune? La gente è soddisfatta del servizio? Ritiene di essere trattata con competenza e rispetto? Ha facilità di dialogo con i funzionari, con il segretario, con gli assessori, con il sindaco? Non si sa. Però basterebbe chiederlo.

E come si fa? Non è difficile: basterebbe sistemare nell’atrio del municipio, vicino all’ingresso principale, una cassetta dove il cittadino può lasciare in forma anonima osservazioni, apprezzamenti, suggerimenti, critiche. Meglio ancora, si potrebbero lasciare anche dei fogli da compilare con alcune domande prestampate. Per esempio: “Come giudica i servizi offerti dagli uffici del suo municipio? Ottimo; buono; discreto; scarso; pessimo”. “Ritiene che l’impiegato con cui ha appena parlato abbia fatto del proprio meglio nello svolgere la propria funzione? Sì; no”. “Gli assessori rispettano l’orario di ricevimento? Sì; qualche volta; mai; sono tutti spariti dopo le elezioni”.

Domande di questo tipo. Certo, magari all’inizio potrebbero anche dare un po’ di fastidio: a nessuno piace essere giudicato. Ma ricordiamoci: i funzionari pubblici sono pagati con le tasse dei cittadini, e gli assessori sono eletti sempre dai cittadini. Il municipio è la casa di tutti, non la residenza privata del sindaco. E nemmeno non è proprietà privata dei dipendenti comunali.

E’ ai cittadini che devono rendere conto i funzionari e gli amministratori. E comunque non c’è nulla di meglio di verificare la soddisfazione degli utenti per capire se e dove il servizio funziona, e dove si può migliorare. Chi lo ha fatto ha ricevuto anche dei consigli preziosi. E se i residenti sono contenti del proprio Comune, anche gli amministratori potrebbero trovarsi qualche voto in più (giustamente, perché hanno fatto l’interesse degli elettori). Si crea un piccolo circolo virtuoso che fa del bene un po’ a tutti.

Bisognerebbe solo passare dalla teoria alla pratica. E per non perdere troppo tempo, Valsessera Viva fa questa proposta ai Comuni: ci impegnamo noi a fornire e installare le cassette dei suggerimenti ai sindaci che ce ne faranno richiesta. Facciamo tutto noi. A costo zero per il Comune. Ci impegnamo anche a ritirare periodicamente i suggerimenti ed esaminarli, se lo desiderano, assieme agli amministratori o ai dipendenti comunali. Pubblicheremo sul blog i dati principali del sondaggio (ovviamente nel pieno rispetto della privacy dei diretti interessati) e daremo conto dei miglioramenti che verranno introdotti dalle amministrazioni. Nell’interesse di tutti, e perché a volte basta poco per far andare meglio le cose.
Il nostro indirizzo di posta elettronica è
valsessera.viva@hotmail.it Aspettiamo che i sindaci ci diano il via libera. E anche il presidente della Comunità montana.