
L’assessorato ai servizi sociali della Comunità Montana Valle Sessera ha diffuso in questi giorni un comunicato in cui ringrazia “di cuore” tutti coloro che hanno partecipato e fatto un’offerta in occasione del Concerto di Natale. Sul comunicato si spiega che “le offerte ricavate dal concerto organizzato a scopo benefico tenuto in data 23 dicembre 2007 presso il salone polivalente di Pray destinate alle famiglie ed anziani indigenti seguiti dai Servizi Socio Assistenziali ammontano a 593,50 euro”. Dunque, poco meno di 600 euro che vanno a favore di persone bisognose seguite dai servizi della Comunità Montana. Ne siamo felici.
Per completezza di informazione, sarebbe però utile anche andare a vedere la determinazione 83 del 24 ottobre 2007 avente per oggetto “organizzazione del concerto di Natale, impegno di spesa”. In questa determinazione si stabilisce, per il concerto, “di impegnare la spesa complessiva di euro 4160,00 sui fondi dell’intervento 102040300 del bilancio corrente”. Quindi la Comunità Montana, a fronte di un incasso di meno di 600 euro per dare un contributo a un proprio servizio, ha organizzato un evento “benefico” dal costo di 4160 euro. Un costo, è doveroso sottolinearlo, che grava sul bilancio dell’ente, cioè è stato pagato con le tasse dei cittadini.
Sempre per completezza di informazione, va poi ricordato che il salone polivalente è stato concesso gratuitamente dal Comune di Pray. Vale a dire che Pray si è fatto carico di tutte le spese di riscaldamento, illuminazione e pulizia che invece normalmente sono a carico di chi affitta il teatro. Secondo il regolamento varato dal Comune, per una serata del genere (in inverno) il costo è di 300 euro: 100 per l’affitto, 100 per il riscaldamento, 100 per le pulizie. Spese affrontate da Pray (quindi parliamo sempre di soldi pubblici).
Infine, è utile ricordare che i servizi socio assistenziali non sono un’associazione di volontariato che tira avanti grazie a mercatini, cene e offerte dei benefattori: si tratta invece di un servizio che fa capo alle Comunità Montane della Valsessera e della Valsesia, finanziato dai Comuni con una quota di 25 euro all’anno per ogni residente (quindi i Comuni della Valsessera versano circa 250.000 euro ogni anno).
Riassumendo: abbiamo 4160 euro usati dalla Comunità Montana per pagare il concerto, più altri 300 euro di cui si è fatto carico Pray, per un costo totale di 4460 euro. Tutti soldi dei cittadini. I quali cittadini erano pure invitati a fare un’offerta a favore di un servizio già pagato dai Comuni attraverso le loro tasse. Tutto ciò a fronte di un incasso di 593,50 euro che sarà utilizzato “per gli indigenti”.
Ogni commento appare superfluo. Sottolineiamo solo che, se l’assistenza sociale aveva bisogno di soldi per gli indigenti, una semplice variazione al bilancio, senza passare dal concerto, avrebbe messo a disposizione una cifra otto volte superiore. E magari i cittadini avrebbero avuto piacere di fare un’offerta a favore di un’associazione di volontariato, anziché per un servizio già pagato da loro. Grazie di cuore, comunque.
P.S. Dopo questo brillante risultato, restiamo in attesa di sapere se la Comunità Montana organizzerà qualche altra iniziativa benefica per recuperare i soldi andati in fumo grazie a questa.
Per completezza di informazione, sarebbe però utile anche andare a vedere la determinazione 83 del 24 ottobre 2007 avente per oggetto “organizzazione del concerto di Natale, impegno di spesa”. In questa determinazione si stabilisce, per il concerto, “di impegnare la spesa complessiva di euro 4160,00 sui fondi dell’intervento 102040300 del bilancio corrente”. Quindi la Comunità Montana, a fronte di un incasso di meno di 600 euro per dare un contributo a un proprio servizio, ha organizzato un evento “benefico” dal costo di 4160 euro. Un costo, è doveroso sottolinearlo, che grava sul bilancio dell’ente, cioè è stato pagato con le tasse dei cittadini.
Sempre per completezza di informazione, va poi ricordato che il salone polivalente è stato concesso gratuitamente dal Comune di Pray. Vale a dire che Pray si è fatto carico di tutte le spese di riscaldamento, illuminazione e pulizia che invece normalmente sono a carico di chi affitta il teatro. Secondo il regolamento varato dal Comune, per una serata del genere (in inverno) il costo è di 300 euro: 100 per l’affitto, 100 per il riscaldamento, 100 per le pulizie. Spese affrontate da Pray (quindi parliamo sempre di soldi pubblici).
Infine, è utile ricordare che i servizi socio assistenziali non sono un’associazione di volontariato che tira avanti grazie a mercatini, cene e offerte dei benefattori: si tratta invece di un servizio che fa capo alle Comunità Montane della Valsessera e della Valsesia, finanziato dai Comuni con una quota di 25 euro all’anno per ogni residente (quindi i Comuni della Valsessera versano circa 250.000 euro ogni anno).
Riassumendo: abbiamo 4160 euro usati dalla Comunità Montana per pagare il concerto, più altri 300 euro di cui si è fatto carico Pray, per un costo totale di 4460 euro. Tutti soldi dei cittadini. I quali cittadini erano pure invitati a fare un’offerta a favore di un servizio già pagato dai Comuni attraverso le loro tasse. Tutto ciò a fronte di un incasso di 593,50 euro che sarà utilizzato “per gli indigenti”.
Ogni commento appare superfluo. Sottolineiamo solo che, se l’assistenza sociale aveva bisogno di soldi per gli indigenti, una semplice variazione al bilancio, senza passare dal concerto, avrebbe messo a disposizione una cifra otto volte superiore. E magari i cittadini avrebbero avuto piacere di fare un’offerta a favore di un’associazione di volontariato, anziché per un servizio già pagato da loro. Grazie di cuore, comunque.
P.S. Dopo questo brillante risultato, restiamo in attesa di sapere se la Comunità Montana organizzerà qualche altra iniziativa benefica per recuperare i soldi andati in fumo grazie a questa.



