
Chiariamo subito una cosa. Noi non diciamo “E’ necessario che in Valsessera si faccia un unico Comune”. Noi diciamo: “E’ necessario che la Valsessera cominci a riflettere seriamente se non sia un errore restare così divisa”. Sono due cose diverse. Non abbiamo nessuna pretesa di imporre una “ricetta” così impegnativa per il nostro territorio. Piuttosto, sentiamo l’urgenza di avviare un percorso che ci porti, se non altro, ad avere le idee più chiare. E se poi si vorrà anche fare qualche passo concreto, bene: in ogni caso, qualsiasi scelta (di fare o anche di non fare) sarà una scelta più consapevole e responsabile.
Noi riteniamo che il tema del rapporto tra gli enti pubblici oggi esistenti in Valsessera sia uno dei temi più importanti che il nostro territorio si trova (o si troverà) ad affrontare. Come abbiamo già detto, non si può amministrare guardando solo all’oggi, alle necessità del momento, all’emergenza. Ci sono problemi che vanno affrontati con largo anticipo, perché altrimenti il rischio è quello di ritrovarsi con le spalle al muro. Già per le Comunità Montane è partito un processo di razionalizzazione che sicuramente arriverà a ridurne il numero. Alcuni importanti partiti sostengono che le Province debbano essere eliminate. Quindi la domanda è questa: vista la situazione, è così impossibile che si arriverà a parlare anche di riduzione del numero dei Comuni? E’ così strano che prima o poi si deciderà che Comuni con 200 residenti non hanno senso di esistere?
Sono interrogativi che amministratori saggi dovrebbero se non altro affrontare. Non diciamo che l’unione di più Comuni sia un passo da fare: si dovrà valutare con attenzione. Quello che è assurdo è che non se ne parli nemmeno, che non ci si muova per capire quali potrebbero essere gli scenari futuri, in modo da poter decidere dati alla mano. Per questo entro la primavera organizzeremo un incontro-dibattito per ascoltare qualche esperto, per confrontarci e per capirci di più. Invitiamo gli amici del blog a suggerirci personaggi che potremmo invitare, o temi importanti che andrebbero trattati in questo contesto.
Abbiamo letto che l’idea di unire i Comuni fa un po’ paura. C’è chi teme di perdere la propria autonomia. Ma perché mai? L’autonomia si perde quando si viene governati dall’esterno. Ma qui non siamo di fronte a un atto di colonizzazione, come se un paese dovesse decidere anche per gli altri. Qui si tratta semplicemente di condividere con gli altri i problemi e decidere insieme le cose da fare per un territorio più vasto. Questo non significa perdere autonomia. Significa avere più forza per risolovere i problemi, significa avere più peso politico nei confronti degli enti esterni. Quando si perde l’autonomia c’è una libertà minore, qui c’è una libertà maggiore perché si ha la possibilità di fare più cose. Certo, bisogna imparare a decidere insieme, bisogna imparare a confrontarsi intorno a un tavolo più grande. E' questo che fa paura? Noi speriamo di no.
Noi riteniamo che il tema del rapporto tra gli enti pubblici oggi esistenti in Valsessera sia uno dei temi più importanti che il nostro territorio si trova (o si troverà) ad affrontare. Come abbiamo già detto, non si può amministrare guardando solo all’oggi, alle necessità del momento, all’emergenza. Ci sono problemi che vanno affrontati con largo anticipo, perché altrimenti il rischio è quello di ritrovarsi con le spalle al muro. Già per le Comunità Montane è partito un processo di razionalizzazione che sicuramente arriverà a ridurne il numero. Alcuni importanti partiti sostengono che le Province debbano essere eliminate. Quindi la domanda è questa: vista la situazione, è così impossibile che si arriverà a parlare anche di riduzione del numero dei Comuni? E’ così strano che prima o poi si deciderà che Comuni con 200 residenti non hanno senso di esistere?
Sono interrogativi che amministratori saggi dovrebbero se non altro affrontare. Non diciamo che l’unione di più Comuni sia un passo da fare: si dovrà valutare con attenzione. Quello che è assurdo è che non se ne parli nemmeno, che non ci si muova per capire quali potrebbero essere gli scenari futuri, in modo da poter decidere dati alla mano. Per questo entro la primavera organizzeremo un incontro-dibattito per ascoltare qualche esperto, per confrontarci e per capirci di più. Invitiamo gli amici del blog a suggerirci personaggi che potremmo invitare, o temi importanti che andrebbero trattati in questo contesto.
Abbiamo letto che l’idea di unire i Comuni fa un po’ paura. C’è chi teme di perdere la propria autonomia. Ma perché mai? L’autonomia si perde quando si viene governati dall’esterno. Ma qui non siamo di fronte a un atto di colonizzazione, come se un paese dovesse decidere anche per gli altri. Qui si tratta semplicemente di condividere con gli altri i problemi e decidere insieme le cose da fare per un territorio più vasto. Questo non significa perdere autonomia. Significa avere più forza per risolovere i problemi, significa avere più peso politico nei confronti degli enti esterni. Quando si perde l’autonomia c’è una libertà minore, qui c’è una libertà maggiore perché si ha la possibilità di fare più cose. Certo, bisogna imparare a decidere insieme, bisogna imparare a confrontarsi intorno a un tavolo più grande. E' questo che fa paura? Noi speriamo di no.
